Anche quest’anno è stato organizzato a cura della nostra
A.M.E.S. onlus due “Campi missionari” nelle nostre due missioni
in India e Filippine.
Prime testimonianze di un’esperienza vissuta…
I nostri fratelli e le nostre sorelle che hanno fatto, nell’ agosto
di quest’ anno una forte esperienza missionaria in India ci possono
aiutare a capire l’ importanza di annunciare il Vangelo che è
luce per tutte le nazioni e che è un messaggio di giustizia di
pace di vera libertà e di rispetto della dignità di ogni
uomo. Questa è la testimonianza di due dei nostri laici “missionari”
:
“Nella scorsa primavera, mi è stata fatta dall’Istituto
religioso in cui vivo (gli Stimmatini), la p roposta di vivere un’esperienza
di tipo missionario in India… Ho accettato immediatamente con entusiasmo…
Ricordo con gioia i momenti di visita all’orfanotrofio, giocare
con bambini che non hanno alcuna pretesa se non quella di gioire per il
bene che gli stai dando.Nonostante la povertà, la gente ha una
grande dignità e non si lamenta come invece faremmo noi.Ricordo
con stupore, la grande attenzione e il grande desiderio di preghiera da
parte degli indiani. Messe lunghissime, seguite sempre in piedi, in silenzio,
nonostante il caldo e la stanchezza. Cosa porto via? Un cuore pieno di
amore e l’impegno a vivere con maggior sobrietà, apprezzando
ciò che mi circonda e ciò che mi viene dato.” (Novizio
Antonio Di Arienzo)
“…E non riusciremo con le parole a farvi comprendere;
solo guadando qualche foto, gli occhi potranno scorgere l’essenza
di quanto raccontiamo. Ed allora comprendi che qualcuno ti ha condotto
lì, per vedere, testimoniare quello che hai visto ed attivare “tutto
quello che ti viene in mente” per portare il tuo aiuto. E se hai
avuto qualche volta qualche dubbio, poi ogni dubbio scompare e rimane
solo il tempo di fare. CHE E’ QUELLO CHE STIAMO FACENDO QUI OGGI
E CHE VOGLIAMO CONTINUARE A FARE. ” (Giovanna)
“...Mi manca ogni cosa e mi piace chiamarla celeste nostalgia,
quella che ti fa continuare a credere, che ti fa sperare che anche se
sei una goccia, il mare ha bisogno di te per continuare a brillare. Noi,
in una calda estate del 2009, siamo stati come 18 gocce raccolte nelle
loro mani. Ci vuole coraggio a saper vivere, a saper rinunciare, ad imparare
ad ascoltare e a fidarsi, a non rinunciare ai propri sogni e a dare la
possibilità agli altri di farne parte, ma soprattutto ci vuole
coraggio a continuare a lottare ad occhi aperti senza dimenticare…
” (Giulia)
“…L’aria di Mumbay e’ un’aria che sorbisce
il peso dell’afa,dei rifiuti lasciati a marcire a cielo aperto (riciclati
dal via vai di persone alla ricerca di un lascito fortunato). Dall’odore
penetrante e intensissimo delle spezie e del libero vagare degli animali
che qui hanno ricostruito,per forza maggiore ,il loro habitat sostituendo
al verde dei pascoli, il grigio delle estemporanee pattumiere. All’odore
dei fiori,quello degli urinatoi naturali. Al cinguettio degli uccelli,il
rumore assordante e continuo dei clacson. Cosicché,animali e uomini
condividono la strada,come la ventura e la sventura,in balia dei magnanimi
passanti. Non riesci quasi ad avere più netto nella tua mente dove
finisce l’uomo e comincia l’animale…” (Antea)
“…Se penso all'india mi accorgo di quanto sono fortunata
e neanche lo sapevo vivo in una nazione dove studiare è un diritto...
dove curarsi è un diritto... la se non hai i soldi non vai
in ospedale, i tuoi figli non studiano ed ecco allora che capisci quant'è
grande l'opera degli STIMMATINI che con il progetto KERALA aiutano decine se
non centinaia di bambini a costruirsi un futuro oltre ai libri hanno un
pasto tutti i giorni e spesso anche qualche soldo per aiutare i genitori
a tirare avanti.” (Stefania)
“Quante emozioni durante tutto questo viaggio, emozioni diverse,
contrastanti, emozioni che mi hanno fatta piangere, ridere, riflettere,
gioire, emozioni che non mi lasceranno più ... L’India è
come un regalo avvolto nella carta di un giornale, appena lo vedi ti sembra
un qualcosa di poco elaborato, trascurato, povero…. ma una volta
scartato è tutto ciò che hai sempre desiderato! La gente,
la povertà e i sorrisi spontanei resteranno nei miei occhi per
sempre, questi pochi giorni mi hanno insegnato ad osservare, osservare
le piccole cose, cose che prima neanche guardavo.” (Elena)
“Infine il contatto con i bambini indiani sempre pronti a donarti
un sorriso lasciava ad ognuno di noi un appagamento in quanto ricevevi
gratuitamente gioia ed amore. Questo primo impatto con la realtà
indiana suscita una apertura in virtù dell’amore gratuito
ricevuto il quale ti spinge a voler conoscere in maniera approfondita
quei desideri e bisogni che riempiono realmente il proprio cuore. Per
cui nasce lo stimolo di sensibilizzare la propria persona a cercare di
cogliere ciò che è veramente bello e buono per il nostro
bene e di conseguenza anche per quello degli altri.” (Giorgio)
“ INDIA: emozioni, incontri, scambi, disagi, arricchimento culturale;
non bastano queste parole a rinnovare il vissuto di 5 anni fa. Amici rivisti,
nuove conoscenze ed il seme piantato 5 anni prima fatto albero e adesso,
con la fede in Dio, si sperano i frutti. Con l’India si gioca col
cuore, ma anche con una realtà sociale particolare dove il bisogno
e la sofferenza ci sono, ma sono dignitosamente portati e sopportati.
Entrare, avvicinare, ricevere, come quando una mano di una ragazzina del
catechismo ti sfiora come un soffio d’alito e che sembra dirti:
vedi , ci sono, ricordati, ti appaga e ti stimola e ti fa dimenticare
in un attimo l’opulenza e gli isterismi di una società moderna
che stritola valori.” (Luca)
“Otto giorni dal ritorno, pur avendo ripreso il tram tram quotidiano,
sono ancora immersa nei ricordi del mio viaggio in India… Mi siedo
a tavola e mi ritornano in mente le tavolate con i ragazzi seminaristi,
i loro sorrisi, ed il loro modo di mangiare (il portarsi in bocca il cibo
con le mani mi dava la sensazione che assaporassero ed apprezzassero molto
di più, rispetto a noi, la gioia di avere tutti i giorni “il
pane quotidiano”).” (Vitina)
A destra le foto di questa bellissa esperienza...
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